Prima giornata. "ON FOOD. Dal supermercato alla cucina: come l'industria alimentare crea dipendenza e come cucinare in modo salutare".

 

Seconda giornata. "ON BODY. Cibo per la prestazione sportiva e le 16 settimane di preparazione alla gara di body building". 

 

Terza giornata. "ON MIND. Dalle diete per gioco ai disturbi del comportamento alimentare".


L’intento è stato quello di proporre un percorso formativo in cui gli argomenti avessero una continuità lungo i tre incontri. Così la prima giornata è stata dedicata al tragitto virtuale intercorrente tra il supermercato e la cucina. Sono stati spiegati i meccanismi tramite cui l'industria alimentare crea dipendenza verso alimenti non esattamente salubri. Questi eccitano le zone del nostro cervello deputate al piacere e alla gratificazione in maniera analoga a quanto succede in seguito all’assunzione di sostanze stupefacenti. Di conseguenza siamo portati a cercarli costantemente. Si è spiegato come orientarsi nella giungla dei supermercati e come fare la spesa in modo salutare, per poi alla fine concludere con qualche consiglio su come cucinare in maniera adeguata.

 

Il secondo giorno si è passati ad analizzare la relazione tra cibo e attività fisica. Sempre più gente pensa che ci sia un qualche prodotto miracoloso che possa aiutare a migliorare la prestazione sportiva. In realtà l’alimentazione continua a essere lo strumento più valido ai fini del miglior rendimento atletico. Qualche integratore può tornare utile per colmare eventuali carenze, ma la base per una performance ottimale deve rimanere la dieta. E si è spiegato spiegato nel dettaglio come muoversi nell’arco del periodo più delicato per un atleta, ovvero le sedici settimane precedenti una competizione.

 

 
Terzo e ultimo appuntamento dedicato al connubio cibo-mente. Come siamo diventati l’unica specie che conta le calorie e nonostante questo ingrassa? Stiamo attraversando un’epoca in cui quasi ogni mese salta fuori un regime dietetico folcloristico. Ciò ha avuto almeno un paio di conseguenze catastrofiche. Da un lato l'aumento paradossale dell'obesità e dall’altro l'amplificazione dei disturbi del comportamento alimentare. Chi sconsiglia il latte, chi la pasta, chi la carne, chi suggerisce di digiunare, chi di mangiare solo cibo crudo… Un terrorismo alimentare che non conosce confini e che ha molte probabilità di deviare il comportamento alimentare. Il problema di regimi dietetici del genere non è se facciano o meno dimagrire. Questa è una visione molto superficiale delle cose. Il vero problema è se esiste la possibilità che un individuo che inizi a sperimentare approcci simili possa finire preda di un disturbo del comportamento alimentare, anoressico o bulimico che sia. E la possibilità esiste eccome. Questo è il motivo per cui preferisco non accodarmi ad alcuna filosofia dietetica. L'integrità della persona deve venire prima del suo dimagrimento.

 

 

La splendida cornice del villaggio Minerva di Sibari, luogo del Campus.
La splendida cornice del villaggio Minerva di Sibari, luogo del Campus.
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