Siamo vegetariani, carnivori o onnivori? La carne è cancerogena? Il latte fa male? Qual è la dieta più adatta per il genere umano?

 

L’uomo è spesso classificato come onnivoro. In realtà sarebbe più corretto dire che siamo potenzialmente onnivori, nel senso che possiamo mangiare e digerire sia cibi di origine vegetale che cibi di origine animale, ma nonostante ciò tendiamo a evitare certi alimenti. Si chiamano culture alimentari. Ad esempio noi non ci nutriamo di ratti e insetti mentre tante altre comunità nel mondo lo fanno. Al contrario noi mangiamo il maiale mentre i musulmani lo evitano; noi mangiamo il vitello mentre per gli indiani la vacca è sacra; noi mangiamo il cavallo mentre gli inglesi lo disdegnano.

 

Ci si è soffermati sulle problematiche dell’alimentazione vegetariana e vegana, assurte negli ultimi tempi a popolarità sempre maggiore. La dieta vegetariana che ancora preveda l’assunzione di uova, latte e derivati presenta tanti aspetti positivi e se questo può andare di pari passo con motivazioni etiche legate al rispetto per gli animali, tanto meglio. Sono le estremizzazioni a essere pericolose, soprattutto quando diventano strumento di demonizzazione verso questo o quell’alimento. Esattamente quello che sta succedendo in questi ultimi tempi, in cui a rotazione si attacca ora la carne, ora il latte, ora il glutine, ora i legumi.

 

Ci si è anche chiesti se un alimento come la carne possa essere o meno adatto per l’essere umano. Sostenere che la carne è un cibo inadatto all’uomo è inesatto dal punto di vista scientifico. I resti fossili ci indicano che siamo stati vegetariani per almeno i primi due milioni di anni della nostra esistenza. Ci cibavamo principalmente delle parti sotterranee delle piante. Alimenti quindi assai ricchi di fibra, il che comportava che per ricavare i nutrienti necessari si ingerissero volumi di cibo molto grossi, e ciò richiedeva uno sviluppo di grandi masse intestinali. Questo impediva qualsiasi prospettiva di sviluppo, perché apparato digerente e cervello sono in competizione, per cui continuava a permanere una struttura “scimmiesca”: cranio piccolo, cervello poco sviluppato, apparato digerente ingombrante per digerire il grande carico di cellulosa. Solo nel momento in cui abbiamo incontrato sul nostro cammino evolutivo la carne è stato possibile cambiare alimentazione e dare il via alla riduzione dell’apparato digerente e allo sviluppo del cervello. È stato questo a far partire l’evoluzione da Homo a Uomo.

 

Un largo spazio è stato infine dedicato all’analisi del “China Study”, il libro che più di ogni altro ha dato in questi ultimi tempi spinta al movimento vegano. Si tratta di una lettura spinosa. È un testo che va letto con grande capacità di analisi critica, perché ricco di spunti interessanti ma anche di tendenziosità e inesattezze. Quando si parla di scienza, la partigianeria deve essere messa da parte, bisogna spogliarsi di qualunque pregiudizio e analizzare ogni aspetto con la massima imparzialità.

 

 

Questo il programma completo del convegno:

  • Dieta evolutiva: siamo nati per mangiare verdure o carne?
  • Confronto nutrizionale tra carne e prodotti vegetali
  • L’importanza di una dieta ricca di vegetali
  • I diversi modi di dire vegetariano
  • Criticità vegan: proteine, calcio, ferro, zinco, vitamina B12, creatina, omega-3
  • Crudismo: la cottura dei cibi è dannosa?
  • La caseina (e quindi il latte) favorisce i tumori?
  • La carne è cancerogena? La disinformazione delle “Iene”
  • L’inattendibilità dei concetti “acido-base” e della dieta alcalina
  • Analisi del China Study
  • Se l’uomo è nato per mangiare verdure, che ci fanno ancora al mondo gli eschimesi?
  • In un’ottica cancerogena, è più pericolosa la carne o gli zuccheri?
  • Omocisteina e rischio cardiovascolare: è maggiore in chi mangia carne o in chi vi rinuncia?
  • Rinuncia alla carne e rischio di incidenza di disturbi del comportamento alimentare 

 

 

 

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