C'è crisi SHOW

 

 

Si tende a sottovalutare l’impatto che ciò che si scrive ha in chi legge. Quando ero all’inizio leggevo, come tutti, ciò che credevo fosse il massimo dell’attendibilità: le riviste.
 
Non c’era internet, non c’era Pubmed, i libri sul bb erano pochi e scarsamente reperibili, per cui si era costretti a comprare le riviste in edicola. Ora non so se lo sapete, ma la maggior parte* di quei giornali è scritta da un manipolo di nullafacenti in cerca di gloria.
 
Ed è grave, perché con quello che si scrive si influenzano migliaia di persone. Il neofita pensa di trovarci dietro dei grandi guru, gente plurilaureata, in realtà quasi sempre* si troverà davanti a scritti di bassa lega, con nessun vaglio scientifico.
 
La stessa situazione di degrado che per motivi analoghi pervade il mondo delle palestre e delle gare.
 
I direttori assoldano manovalanza a gratis con le motivazioni più insulse: “c’è crisi”, “gli sponsor non pagano”, “se retribuissimo tutti gli autori non sopravvivremmo”, “in fondo noi diamo visibilità a chi scrive”…
 
Balle. La verità è che si credono dei gran furbi, come i proprietari di palestra che assoldano istruttori a 5 euro l’ora, come gli organizzatori di gare che non mettono montepremi in denaro alle competizioni...
 
Piangono miseria e intanto vendono le loro riviste.
 
Se non sei in grado di retribuire chi lavora per te, chiudi. Non te l’ha chiesto nessuno di dirigere una rivista, di aprire una palestra, di organizzare gare… Chiudi.
 
CHIUDI.  

 

*A scanso di equivoci si rimarcano i termini "maggior parte" e "quasi sempre".

 

 

 

 

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