Fit-Clownesque

 

 

Una mattina qualcuno si alza con l'idea che lo spogliarello possa essere un’attività fisica fantastica, ci mette il prefisso “fit” ed ecco che la disciplina acquista dignità funzionale, con tanto di corso istruttori ed esaltati che strombazzano in rete di proprietà mirabolanti. 

Immaginate questa scena. Soggetto di cento chili per un metro e cinquanta. Si presenta alla reception di una palestra e chiede: «Buonasera, avrei bisogno di fare palestra, che corsi fate?». 

«Abbiamo la sala attrez…»

Il soggetto storce il naso: «Non avete qualcosa di meno… di più… ecco, di più divertente?».

«Ceeeerto! Abbiamo corsi di fit-zumba, fit-pump, fit-pole, fit-ball, fit-yoga, fit-danzadelventre… E da quest’anno abbiamo anche il FIT-CLOWNESQUE, un’attività nuova che viene dall’America e sta riscuotendo un enorme successo. Vuole provare una lezione?»

E l’educatore fisico diventa un commerciante. 

Stanotte ho avuto un animato scambio di idee con il mio grillo parlante. Mi diceva: «Tu sei troppo estremista. La gente deve essere lasciata libera. Non capisco questa avversione per chi sceglie attività diverse».

A me sembra ovvio. Attività come quella in video non hanno alcuna utilità per un soggetto che potrebbe fare ben altro. Non stimolano il sistema muscolare, non offrono resistenza per le ossa, non migliorano il sistema cardiopolmonare in maniera significativa e se anche si ricercasse quella che sembra essere diventata l’unica ragione di movimento, cioè bruciare calorie, non offrono nemmeno un dispendio energetico degno di nota.


E se si mettono sullo stesso livello di scelta le varie attività, si può star certi che il soggetto opterà per quella meno faticosa. Perché si sta affidando a te, si fida come quando va dal meccanico, perché è ignorante in materia. E allora pensa: me le sta mettendo sullo stesso piano, scelgo quella meno pesante e più divertente

«Sì, ma c’è gente che fa una vita stressante e sedentaria e la sera non ha voglia di mortificarsi in palestra. In fondo meglio quello di niente, o no? Altrimenti dove va?»

Va dove andava solo venti anni fa, quando le attività praticate in palestra si contavano sulle dita di una sola mano e i problemi di peso erano un quinto di quelli di oggi. È proprio il concetto del “meglio quello di niente” che ha alimentato il clima di lassismo che ha portato al dilagare dell’obesità.

«Sì, ma c’è gente obesa che ha problemi di relazione sociale…»

Concordo. E dove lo mandiamo, nudo in piscina? A tremare come un budino sulla pedana vibrante? Oppure a saltellare in un corsetto per cinque minuti dopodiché deve fermarsi perché non ce la fa, facendolo sentire inadatto e costringendolo a isolarsi ancora di più?

Purtroppo ormai la situazione è degenerata al punto da essere diventata irreversibile. Siamo quasi al punto: un cliente, una disciplina. Ricordo quando lavoravo in una palestra e il proprietario mi diceva: «Se viene qualcuno a chiedere “Fate lezioni di bowling acrobatico?”, mi raccomando tu rispondi di sì. Di’: “Ancora no, ma stanno proprio per iniziare i corsi. Mi lasci il numero ché la richiamo nella prossima settimana”, così se nel frattempo ci sono stati altri 3-4 esaltati che hanno fatto richiesta li mettiamo insieme e facciamo partire il corso».

 

C’è sempre qualcuno che sceglie per voi.





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