Diet game

 

 

Poco tempo fa parlavo con un’amica, la quale mi riferiva del suo problema nel calare di peso. In sintesi, da anni mangia in un certo modo: niente fino a pranzo; pranzo veloce al lavoro, solitamente con una mozzarella o formaggi o insalatone tutte foglie con olio senza misura; cena come il pranzo oppure roba come pizza o piadina o sofficini o bastoncini di pesce.

 

Mi diceva di non avere fame, di non sentire il bisogno di fare colazione né tanto meno spuntini durante il giorno. Le ho spiegato che era normale che fosse così, il suo metabolismo si era settato su quegli standard e non le inviava segnali di fame. In questo modo tirava con facilità fino a pranzo senza mangiare, e poi idem fino a cena consumando sempre le stesse cose. 

Quando ci si abitua a mangiare così, si instaura un circolo vizioso in cui la mattina ci si alza inconsciamente disgustati dall’alimentazione serale, e non si ha alcuna voglia di fare colazione. E poi il ciclo giornaliero si ripete fino alla cena.

 

Quell’alimentazione ricca di grassi e sodio le aveva stuprato le papille gustative, e infatti al solo sentir parlare di cibi come carne, pesce, uova ecc. faceva un’espressione disgustata.

 

La sua intenzione era di dimagrire, ma pure introducendo così poco non perdeva un etto. Io ho cercato di spiegarle che per dimagrire occorre mangiare di più (e non di meno), più spesso di quanto era abituata a fare, e alimenti che attualmente ripugnava.

 

Mi ha risposto che era la prima volta che sentiva dire che si dimagrisce mangiando.

 

Le ho spiegato che quel lesinare da criceti a cui era abituata ad associare il concetto di dieta e di dimagrimento appartiene ad una dietetica vecchia e fallimentare. Quindi mi sono premurato di avvisarla che se avesse modificato la sua dieta sarebbe andata ad avere fame (anche di quegli alimenti che al momento aborriva) quando ora non la avvertiva, e che nel giro di poco tempo avrebbe avuto voglia/bisogno di fare colazione e spuntini durante il giorno. Ma a quel punto sarebbe stato necessario fare attenzione a cosa avrebbe mangiato, pena un aumento e non calo di peso.

 

Ho anche provveduto a metterla al corrente che era inutile che pensasse di fare tutto ciò per un periodo, doveva essere disposta a cambiare le sue abitudini per sempre.

 

Mi ha risposto che era disposta a tutto, perché la situazione per lei era diventata insostenibile.

 

Dopo quel giorno ci perdiamo di vista per un po’. La rincontro ieri e mi dice che ha messo in pratica quanto le avevo detto, cioè mangiare di più (cosa non è dato sapere) e più volte al giorno, ma indovinate un po’… ora ha una fame vorace ed è pure aumentata di peso! 

La dieta non è un gioco. Quando si cambiano le proprie abitudini alimentari, si rompe un equilibrio delicato. Ci si espone alle paturnie del metabolismo, che subisce uno scossone, si mette in moto e inizia a inviare segnali di fame. E se tu non gli dai quello che lui vuole in quel momento… semplicemente si incazza. O meglio, ti fa incazzare: tensione, nervosismo, irrequietezza, maggiore fame e quindi maggiori possibilità che la dieta venga abbandonata.

 

Quando volete mettervi a dieta, prima chiedetevi: sono pronto/a a tutto questo? 

 

 

 

 

 

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