I CEREALI FANNO INGRASSARE?

 

 

I cereali fanno ingrassare

I cereali (pasta, pane, riso ecc.) fanno ingrassare? Per certi versi, sì. E non è solo un discorso insulinico, è un ragionamento molto più complesso. Il punto è che il ritorno a un’alimentazione di stampo paleolitico, quindi priva di cereali, è una proposta affascinante ma difficilmente concretizzabile. Noi siamo il risultato evolutivo di un adattamento all’ambiente: è molto difficile evitare i cereali quando tutti intorno a te se ne strafogano. La soluzione è imparare a conviverci: si dimagrisce (in piena salute) anche mangiando cereali. La dieta deve essere attuabile con i “mezzi” a disposizione della società in cui si vive. Ti vesti come ti vesti perché gli altri si vestono come ti vesti. Parli come parli perché gli altri intorno a te parlano in ugual modo. Per lo stesso motivo, credi in ciò che credi, desideri ciò che desideri e, va da sé, mangi come mangi. 

Homo sapiens sapiens… 


I cereali non fanno ingrassare

I cereali (pane, pasta, riso ecc.) fanno ingrassare? Per certi versi, no. Non dico niente di nuovo se affermo che fino agli anni Cinquanta in Italia, soprattutto quella del Sud, l’alimentazione era basata proprio sui cibi oggi incriminati. E non c’era traccia di sovrappeso né tanto meno di Sindrome metabolica. Il segreto era che, per loro fortuna, quegli italiani non sapevano quello che facevano. Erano troppo impegnati a resistere alla fame per sfamare una Nazione che qualche decennio più tardi avrebbe riso di se stessa. 

 

Finita la guerra, si ebbe il giro di boa: le condizioni economiche migliorarono e la disponibilità di cibo aumentò in quantità e peggiorò in qualità. Semplice come il buongiorno (Prévert). Quelle tavole vuote di eroi si riempirono di ometti sempre più pingui e pieni di polvere come i loro letti. Da italiani a italioti. Alimenti prima “proibiti” divennero alla portata di tutti. Basti pensare che fino ad allora non c’erano dolci, quei pochi che arrivavano sulle nostre tavole ce li spedivano i nostri parenti emigrati in America. Non c’era zucchero: fu il governo americano che ne impose il razionamento ai suoi cittadini per assicurarne il rifornimento a noi italiani, cui spettarono dieci miseri grammi al giorno a testa. Certo, in un tale sconquasso alimentare, i cereali (attenzione: decuplicati in quantità, privati della fibra e addizionati di ogni oscenità immaginabile) finirono per dare il colpo di grazia. Ma noi eravamo già carponi. Il pericolo non arrivava più dall’alto, ma dal basso: quando finirono di piovere bombe dal cielo, calammo lo sguardo sul piatto, e la morte sorrise. 

 

 

 

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