L'ortoressia di Stallone

 

 

Stando alle attuali definizioni del termine ortoressiaSylvester Stallone potrebbe essere un pretendente al titolo. Sly è un convinto salutista; anzi, è talmente estremo nel suo stile nutrizionale da sfiorare il confine con questo nuovo fenomeno.

 

Non mangio un tipico sandwich da 15 anni” - si apprende dal suo sito - “… e se mi fermo a mangiare al McDonald's, entro in convulsione! Sono così radicale col mio regime alimentare che se mangio persino un hot dog, finisco per avere crampi e spasmi”.

 

E questo atteggiamento drastico non si limita al solo regime alimentare, ma anche al training, che Sylvester in passato ha spesso condotto in maniera inappropriata (per utilizzare un eufemismo).

Stallone aveva già trent'anni quando girò il primo “Rocky” e nel giro di poco tempo riuscì letteralmente a trasformare il proprio corpo, facendolo assurgere a modello per molti giovani. Oggi è noto per la sua determinazione (persino Schwarzenneger una volta ebbe a rimarcare la sua enorme forza di volontà) e per la sua capacità di lavorare duro, ma quelle capacità – almeno all’inizio della sua carriera –  sono state espresse alquanto male. 

 

Per girare “Fuga per la vittoria”, ad esempio, il suo introito calorico era di sole 200 calorie al giorno (!), quasi tutte da proteine (“occasionalmente una patata, giusto per non svenire”). In questo modo portò il suo peso corporeo a 72 chili, il peso più basso da lui raggiunto fino a “Rocky III”.

Per Rocky III, Stallone mangiò ancora meno: dieci albumi, una fetta di pane tostato al giorno ed una porzione di frutta ogni terzo giorno (sempre “giusto per non svenire”).

 

Contemporaneamente, praticava un’enorme quantità di lavoro fisico: oltre tre chilometri di jogging18 round di boxedue ore tra pesi e salto con la corda… tutto eseguito al mattino. Al pomeriggio, dopo un breve sonnellino, ripartiva a correre di nuovo, finendo la giornata - come se non bastasse - con una nuotata. In questo modo, il suo peso corporeo scese al proprio minimo storico: 70 chili (lasciandolo magro, ma “debole e stordito”).

Il training estremo continuò anche nell’occasione di “Rocky IV”. Ma con un tale regime, gli effetti nefasti erano dietro l’angolo. Così, nella scena in cui Rocky traina la slitta, Stallone si infortunò ai pettorali e due settimane dopo (in seguito a un pugno reale di Dolph Lundgren durante le riprese del film) un dolore lancinante nel torace lo indusse al ricovero in ospedale, dove gli riscontrarono un’ammaccatura al muscolo cardiaco. Fortunatamente, tutto si risolse per il meglio e dieci giorni dopo poté tornare sul set per terminare le riprese.

 

D’altronde, con un così basso apporto nutritivo e un così alto livello di training, non era illogico attendersi un incidente.

 

E non era il primo infortunio: mentre si allenava, come al solito intensamente (per non dire eccessivamente), con il due volte Mr. Olympia Franco Columbu per girare “Rocky II”, si procurò uno strappo al pettorale, dovendo andare sotto i ferri per un intervento di quattro ore.

Oggi, Stallone ammette di aver seguito un regime malsano in quei tempi: “Mi allenavo a stomaco vuoto, finendo per cannibalizzare me stesso... Ero pelle e ossa e prendevo una gran quantità di caffé per stimolarmi e avere energia”. Perciò, sulla base dell’esperienza, ha provveduto a modificare il suo stile di vita, sia dal punto di vista dell’alimentazione che del training.

 

Così oggi prima di allenarsi al mattino fa colazione (es. due uova, quattro fichi e qualche fetta tostata di un certo pane tipicamente americano); poi, relax per circa un’ora (anche per digerire) e verso le 9.00 va ad allenarsi.

 

Come la colazione, anche pranzo (solitamente pollo - occasionalmente vitello -, insalata e altre verdure - tipo zucca - e fichi) e cena (pesce, insalata e pane integrale tostato) sono alquanto magri (forse troppo…) e preparati molto semplicemente.

Dunque, da un possibile quadro simil-anoressico, Stallone rischierebbe oggi di rientrare in quello dell’ortoressia. La sua attenzione verso la qualità del cibo è altissima, così come lo è quella nei confronti dell’allenamento e del suo corpo. Ricordiamo però che si dovrebbe parlare di ortoressia solo quando ogni altro desiderio al di là del cibo (es. sessuale, lavorativo) viene ad essere secondario o totalmente ignorato. Il punto è che mantenere una certa forma fisica comporta un’attenzione meticolosa verso la propria alimentazione, abnegazione che può essere facilmente confusa con la vera patologia.

 

 

 

 

 

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