Rivoluzione Verde 2

 

Come le piante hanno salvato gli uomini dalla fame

 

 

Terminata la guerra, l’ammoniaca riprese a essere impiegata a tempo pieno nell’agricoltura come fertilizzante. Ma presto si presentò un problema. Sotto lo stimolo dell’azoto contenuto nell’ammoniaca, le spighe aumentavano molto la loro dimensione e il loro peso, col rischio di piegarsi a terra rendendo difficoltosa la raccolta del prodotto (fenomeno noto come “allettamento”).

 

Occorreva trovare una soluzione. Ci arrivò un agronomo americano, Norman Borlaug, che incrociando il tipo di frumento classico con una varietà giapponese di taglia ridotta riuscì a ottenere una nuova versione di “piante nane”, eliminando così il rischio di allettamento. 

La nuova tipologia presentava anche il vantaggio per la pianta di non sprecare energia per formare un lungo stelo, potendone così destinare una maggior quantità alla spiga. A inizio Novecento queste varietà permisero un impressionante aumento tanto delle produzioni quanto della popolazione mondiale.

 

Ma presto si presentò un nuovo problema. Verso il 1940, in Messico le piante cominciarono a manifestare una malattia detta “ruggine” che dimezzava i raccolti. L’affezione si presenta con un fungo che cresce soprattutto negli steli, che collegano il sistema vascolare; in questo modo i carboidrati vengono ostacolati nel loro passaggio verso la spiga, che alla fine avvizzisce. 

 

Di nuovo toccò a Borlaug trovare una soluzione. 

 

Borlaug non era di famiglia povera, ma durante il suo primo viaggio a Minneapolis, nel 1933, aveva incontrato uomini in difficoltà: chi gli chiedeva l’elemosina, chi una tazza di caffè, chi un pezzo di pane. Una volta vide scatenarsi una rissa quando un camioncino di latte riversò il suo contenuto sulla strada. Tutto ciò contribuì ad alimentare in lui il desiderio di poter fare un giorno qualcosa per frenare in qualche modo quel fenomeno.

 

E un giorno quell’occasione arrivò. 

Lasciato il suo sicuro lavoro alla DuPont, Borlaug si diresse in Messico per trovare il modo di portare cibo a quel popolo che stava morendo di fame. Estendere le coltivazioni era impossibile perché quei terreni erano stati impoveriti da millenni di coltivazione intensiva. Fino a quel momento, infatti, quelle terre erano state coltivate a mais, e il mais impoverisce la terra. 

 

Borlaug si guardò intorno e osservò un particolare: sugli altopiani il grano maturava in estate, mentre sulle pianure desertiche maturava in inverno. Allora ideò un metodo che chiamò “shuttle breeding”, in cui i risultati di una determinata zona venivano trasferiti in altre aree del paese. In questo modo riuscì ad incrementare le produzioni senza aumentare le superfici coltivate, salvando dalla morte per fame un numero incredibile di persone. 

E i risultati vennero poi estesi su scala mondiale, dove si stava prospettando una catastrofe perché la popolazione cresceva a un ritmo doppio rispetto alla produzione alimentare. In seguito ai risultati ottenuti da Borlaug, nuove varietà di grano ad alto rendimento furono adottate anche da paesi come l’India, l’Egitto, il Pakistan e Haiti, che alcuni avevano sostenuto avrebbero dovuto essere abbandonati al proprio destino e che invece divennero autosufficienti.

 

In India, addirittura, nel 1968 il raccolto fu talmente abbondante che in certe zone si dovettero chiudere le scuole per usarle come granai. Negli anni Settanta, le importazioni si ridussero quasi a zero, e negli Ottanta il paese riuscì anche ad esportare.

 

Questo periodo fu detto “Rivoluzione Verde”. Per il suo impegno nella lotta contro la fame nel mondo, nel 1970 Bourlaug fu insignito del Nobel per la pace con la seguente motivazione: “Più di qualsiasi altra persona di questo tempo, ha contribuito a dare pane a un mondo affamato”.

 

L’ennesima dimostrazione che la Terra ce l’ha sempre fatta.

L’ennesima sconfitta per Malthus. 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

Ehrlich P, The population bomb, Ballantine Books, 1968.

 

Paddock W, Paddock P, Famine – 1975! America's Decision: Who Will Survive?,  Little, Brown, Boston, 1967.

 

Conway Gordon, The doubly green revolution, Penguin books, Harmondsworth, 1997.

 

Mann Charles C., Crop Scientists Seek a New Revolution, in Science, vol. 283, 1999.

 

National Academy of Sciences, Population and food: Crucial Issue, N. Ac. of Sc., Washington, 1975.

 

 

 

 

 

 

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