PERCHÉ NON SI DIMAGRISCE

 

 

Perché molti non riescono a dimagrire? Perché se anche ci riescono, piano piano tendono a ritornare su col peso? Si tratta di uno dei meccanismi più frustranti per chi si mette a dieta e per i dietisti/nutrizionisti, tanto da sollevare dubbi sull'efficacia a lungo termine della dietetica e del praticare attività fisica in modo regolare.

 

È quel tipo di soprappeso che può a tutta ragione essere considerato irreversibile. È quello che si instaura da piccoli: se si mantiene un peso elevato nell’infanzia (intorno ai sei anni), il corpo registra quel peso come “normale” e anche da adulti tenderà a riportarlo verso quei livelli opponendosi a qualsiasi tentativo di dimagrimento. 

 

Un nuovo studio, condotto sui topi, ha permesso di osservare la perdita di peso a vari stadi ed età attivando o disattivando un interruttore genetico della fame, la proopriomelanocortina (Pomc).

 

L’appetito è regolato a livello ipotalamico da due classi di neuropeptidi:

  • da una parte Npy e AgRP, che stimolano l’assunzione di cibo (segnali oressizzanti);
  • dall’altra Pomc e Cart, che inibiscono l’assunzione di cibo (segnali anoressizzanti); 

 

I ricercatori hanno innanzitutto bloccato Pomc in tutte le cavie per riattivarlo in seguito:

 

1. il gruppo in cui Pomc è stato riattivato subito dopo lo svezzamento ha mantenuto il peso forma durante tutto il proprio ciclo di vita, pur mangiando ad libitum da adulti;

 

2. il gruppo che ha mantenuto fino all'età adulta un peso corporeo corretto (perché i ricercatori avevano somministrato la giusta quantità di cibo) è riuscito a non ingrassare nel momento in cui Pomc è stato riattivato e l’alimentazione lasciata libera;

 

3. al contrario, un terzo gruppo di topi che era stato cronicamente sovralimentato mai è riuscito a riacquistare un peso normale, dopo aver attivato Pomc, anche se i ricercatori avevano ridotto la quantità di cibo. 

 

Ciò innanzitutto ribadisce l’importanza per gli addetti ai lavori di conoscere la storia del peso corporeo del soggetto. Domandare nell’anamnesi “Com’era il suo peso da piccolo?” ci dirà molto sulle possibilità di successo di qualunque piano dietetico. E poi conferma l’importanza di una corretta alimentazione e del mantenimento del giusto peso corporeo nell’infanzia. Dopo sarà troppo tardi. Dopo ci si ritroverà a svolgere le fatidiche imprese di Sisifo, che spingeva un masso su per la montagna solo per poi vederlo rotolare dall’altro lato una volta arrivato in cima, e ricominciare daccapo per l’eternità… 


 

 

 

 

 

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