La bolla "Herbalife"

 


Voglio dimostrarvi come sia facile farvi abboccare e come guardiate solo le figure. Da giorni circola in rete la foto sotto in cui si riporta il ritiro dal mercato, e relative sanzioni, dei prodotti Herbalife. Gente che esulta, dietisti in tripudio, nutrizionisti che gongolano. Mi rallegrerei anch’io per la notizia, se non fosse che l’articolo risale al 1993.

Millenovecentonovantatre!


 

Bastava aprire il link al Corriere che accompagnava la foto: 25 luglio 1993, quasi venti anni fa. Ma com’è possibile farvi credere di tutto? 


La seconda cosa sconcertante è che dopo tutto questo tempo niente è cambiato. Herbalife è sempre lì, con gli stessi prodotti, gli stessi venditori e lo stesso sistema di vendita. Ho un travaso di bile ogni volta che uno di loro mi accalappia per tentare di spiegarmi le virtù delle proteine della soia. 

 

Intervistato nell’articolo, Del Toma (noto dietologo italiano spesso ospite di trasmissioni televisive come "Elisir") diceva: “Il ministero doveva intervenire prima. In questo Paese si commercia tutto e di tutto ed è lecito far passare per serie delle buffonate”. 

Ora voglio dire una cosa. Del Toma - come si apprende dal suo sito – ha fatto parte di Comitati Scientifici e Commissioni ministeriali, tra cui, per più mandati, della Commissione Consultiva del Ministero della Salute e, tuttora, per il Ministero delle Politiche Agricole, del Comitato di coordinamento delle iniziative in materia di alimentazione. 

Aveva cioè il potere di fare qualcosa. 

E non lo ha fatto, giacché la situazione in Italia non è migliorata di una virgola, anzi è peggiorata. Del Toma e colleghi hanno fallito. A CASA! Basta titoli onorifici, basta tenerceli fino a 120 anni sulle poltrone! 

Quanto a voi cercate di aprire gli occhi, sono costretto a pagare anche io i danni della vostra ingenuità. 

 


 

 

 

 

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