Kal il martire

 

 

Ci sono storie incredibilmente sconosciute, che meritano di essere raccontate. Tra i sognatori che negli anni Settanta si trasferirono in California all’inseguimento del successo nello sport, ci fu anche un certo Kalman Szkalak.

 

Un nome sconosciuto anche ai più appassionati. Come sempre, inutile cercare notizie in italiano su di lui in internet. 

Kal si trasferì a Venice col suo camper nel 1975 con soli cinque dollari in tasca. Aveva 23 anni e pur di riuscire nel culturismo visse per diverso tempo a bordo del suo mezzo parcheggiato fuori la Gold’s Gym. Lì ebbe modo di entrare in contatto con i migliori atleti del tempo, tant'è che anche Joe Weider aveva cominciato a interessarsi "Arnold Style" a lui. 

 

Vinse il Mister America, relegando al secondo e terzo posto rispettivamente due miti come Mike Mentzer e Paul Grant. L’anno successivo vinse il Mister Universo battendo ancora Mentzer. 

Il passo successivo era praticamente inevitabile. Così l’anno dopo ancora partecipò al Mister Olympia. Quando fu proclamato quinto, deluso, allargò le braccia arrestandole a mezz’aria e reclinando il capo in quella che fu definita la “posa del martire”.

 

Crocifisso dalla gerarchia del bodybuilding. 

 

Fu la sua prima ed ultima gara da professionista. Scese dal palco e si diede al ciclismo. 

 

Aveva 25 anni, la carriera più veloce nella storia del body building.

 

 

 

 

 

 

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