Okg 

 


Per ovviare al problema dell’eccessiva produzione di ammoniaca derivante dalla glutammina, diverse ricerche hanno tentato di sviluppare prodotti alternativi. Spesso infatti la glutammina non viene usata in terapia per pazienti in stato catabolico, proprio per evitare di aggravare la loro condizione. Per superare l’ostacolo, negli anni Sessanta, alcuni ricercatori francesi svilupparono un prodotto per trattare le malattie epatiche, l’alfa-chetoglutarato, con la stessa struttura chimica della glutammina ma col vantaggio non solo di non contenere ammoniaca, ma anche di spazzare via quella eventualmente presente. In seguito si è pensato di associare a questo composto un altro aminoacido, l’ornitina, dotato anch’esso di proprietà disintossicanti, creando così un nuovo prodotto, l’ORNITINA ALFA-CHETOGLUTARATO (OKG).

 

Gli studi in merito hanno evidenziato una riduzione dell’azoto escreto, con conseguente risparmio di massa muscolare, un aumentato rilascio di GH, sia in soggetti sani che malati, ed anche una maggior secrezione d’insulina e di fattori insulino-simili (IGF-1). Essendo inoltre l’OKG una molecola modificata di glutammina, privata dell’azoto, il corpo è in grado di ricavare tale aminoacido in caso di necessità. Segnalato qualche effetto collaterale, come la diarrea, in casi di sovradosaggio. Per l’ottimizzazione dello stimolo del GH, pare ancora una volta consigliabile l’assunzione a stomaco vuoto e in coincidenza dei picchi dell’ormone. Per chi ci crede… 

 

 


 

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