Brideorexia

 

 

"La salute, la ricchezza e la vita in generale sono tutte cose che possono cambiare nel tempo. Io e mia moglie abbiamo acquisito un po’ di peso negli ultimi vent’anni. Abbiamo anche preso anni, perso capelli, i miei sono grigi, i suoi no perché li tinge. È tutta roba abbastanza superficiale, nulla a che fare con il motivo per cui l’ho sposata o perché rimanessimo sposati. Lei oggi ha settant’anni e vorrei che perdesse peso per la sua salute. Ma non ho intenzione di amarla meno a causa di un po’ di peso in più. È ancora intelligente, divertente, gentile e meravigliosa. Naturalmente sarebbe bello se potesse perdere un po’ del suo peso, ma ci sono altre qualità che mi tengono attratto a lei. Non l’ho sposata per la sua bellezza, anche se per me è bellissima. Ci siamo sposati per stare insieme fino alla morte, e io intendo mantenere quella promessa. Tutte le persone superficiali che conosco sono divorziate da tempo. Quando mi sento giù penso che c’è una ragazza al mio fianco che mi ama e pensa che io sia bellissimo."

 

 

***

 

 

Magre per un giorno

Nel corso della storia umana, le donne hanno sempre cercato di prepararsi al meglio per il loro matrimonio. Ma oggi la ricerca della perfezione ha raggiunto nuove vette.

 

Un colpo di botox, una mano di stucco per eliminare una ruga, un po’ di cortisone per far fronte a un focolaio di acne, un paio di lampade… I peeling chimici stanno cedendo il passo a trattamenti laser che eliminano i piccoli vasi sanguigni rotti, le macchie solari e altri inestetismi fastidiosi.

Ma resta il problema più grosso, il peso.

 

È facile pagare qualcuno per rendere i capelli di un aspetto gradevole. È facile pagare per il trucco ed è facile pagare per un abito. Ma perdere peso richiede lavoro fisico, e le persone che sono in cerca di soluzioni rapide di solito durano il tempo di poche sessioni in palestra.

 

Allora resta solo un baluardo cui aggrapparsi: la dieta.

 
 

Crash diet

E anche lì la ricerca è orientata verso regimi che offrano il risultato più veloce possibile. Sono le cosiddette “Crash diet”, adottate soprattutto da chi ha in previsione nel proprio futuro imminente qualche evento importante. Il matrimonio è uno di questi.

 

Si spendono sempre più soldi alla ricerca della perfezione per il giorno delle nozze. Molte famiglie arrivano anche a indebitarsi. Tanto che l’industria che c’è dietro la perdita di peso ha fiutato l’affare e vi ci si è fiondata sopra.

 

Le donne tendono a soffrire di una grande quantità di pressione nel cercare di essere assolutamente perfette in anticipo sulla data dei loro matrimoni. Esiste in particolare una frangia di spose petulanti chiamate “bridezillas”, la cui caratteristica può essere facilmente desunta dall’origine del termine: bride (sposa) + godzilla. 

 

 

L'anoressia della sposa

Allo stesso modo un nuovo termine si sta facendo strada in un vocabolario già ampio nell’ambito della perdita di peso ossessiva collegata ai disturbi alimentari: brideorexia. Anche qui l’etimologia dice tuttobride dal termine inglese che significa "sposa" e orexia dal greco ὄρεξις, cioè "appetito".

 

Si tratta di una forma di anoressia che colpisce donne che devono sposarsi, le quali sotto la pressione di un ideale di perfezione da raggiungere nel loro grande giorno arrivano quasi ad affamare se stesse fino alla morte.

 

La pressione di un matrimonio è una cosa che può far scattare questo tipo di comportamento. Sposarsi è uno degli eventi più stressanti nella vita di una donna ed è possibile che alcune rispondano a tale pressione prendendo il controllo della loro vita attraverso il cibo.

 

Il triste esempio di come il matrimonio possa perdere tutto il suo significato. 

 

 

Il giorno più magro della tua vita

Una recente ricerca ha evidenziato che tra le donne impegnate in un matrimonio, il 70% utilizza qualche stratagemma per mettersi in forma nei sei mesi precedenti il giorno del matrimonio.

 

In questo studio la sposa media era in sovrappeso e idealizzava il raggiungimento di un peso notevolmente inferiore per le proprie nozze.

 

Tra quelle osservate, mentre la maggior parte cercava di mangiare correttamente e praticare attività fisica, oltre il 20% sceglieva metodi estremi: saltare i pasti, digiunare, utilizzare integratori sostitutivi di pasto, praticare attività fisica in maniera compulsiva, abusare di lassativi o anche di farmaci dimagranti. Molte hanno pure iniziato a fumare e qualcuna a cercare il vomito dopo i pasti.

 

Alcune hanno ordinato un vestito di un paio di dimensioni più piccole delle proprie, nella speranza che questo potesse incoraggiarle a raggiungere il peso forma nel giorno più importante della loro vita. I sarti sottolineano che le aspettative sono spesso irrealistiche e che il mancato raggiungimento dell’obiettivo può avere effetti devastanti sulla sposa. Inoltre la perdita di peso non è sempre prevedibile, e nel caso di un abito su misura è impossibile prevedere esattamente come l’abito si adatterà. 

 

Come accorgersene? Come per tutti i disturbi alimentari, i segni della brideorexia possono essere difficili da individuare perché molte tentano di nascondere il problema. Inizialmente, segnali di avvertimento potrebbero essere le ripetute discussioni sul peso e sulla ricerca del look perfetto.

 

In questo senso i familiari hanno un grosso ruolo perché devono creare una rete di sostegno in cui il peso della sposa e la sua alimentazione non siano l’obiettivo primario delle discussioni e dei progetti. Perché l’anoressia è uno stato mentale, ancor prima che fisico.

 

 
 

Charlotte

Come ogni promessa sposa, Charlotte Buckley era determinata a raggiungere la migliore forma per il giorno delle nozze. Ma la sua determinazione a perdere peso si è trasformata  in un’ossessione anoressica che l’ha quasi uccisa. Dopo aver perso 25 chili in poco più di un anno, i suoi genitori la pregarono di chiedere aiuto e lei trascorse sei mesi ricoverata in ospedale. Lei stessa oggi ammette che quel calvario contribuì al fallimento del suo matrimonio. 

 

Charlotte, ventidue anni al tempo, oggi ricorda: “Come tante donne volevo dimagrire per il mio grande giorno. Sapevo che stavo esagerando, ma il vedere scivolare via chilo dopo chilo era diventata come una droga. I complimenti ricevuti il giorno del mio matrimonio furono la ricompensa finale. Quello era davvero il giorno più felice della mia vita, ma non per le ragioni che ci si aspetterebbe. Il fatto che stavo per sposare l’uomo dei miei sogni passava del tutto in secondo piano in confronto alla gioia per aver raggiunto la taglia 38”. 

Charlotte, che pesava 57 chili, si mise in testa di entrare in un abito da sposa due taglie più piccole del suo peso. Così piccolo da incoraggiarla a mettersi a dieta. Una dieta da fame: tre cucchiai di muesli per la prima colazione, due fette biscottate e una mela per il pranzo e una barretta di cioccolato per la cena.

 

Perdere peso divenne una tale ossessione che arrivò a limitarsi a 500 calorie al giorno. Il giorno del suo matrimonio le ossa dell’anca e la gabbia toracica sporgevano e il vestito era così grande che dovettero spillarglielo per farlo stare su.

 

Ma la sua dieta non si fermò né per la sua luna di miele alle Maldive né al rientro: “Ero terrorizzata dall’idea che avrei potuto riprendere del grasso”.

 

E Charlotte continuò a dimagrire. 

Solo mesi dopo, quando pesava appena 31 chili, i suoi genitori la convinsero a chiedere aiuto. E dopo mesi di terapia poté finalmente gioire: “Ora peso 50 chili e sono arrivata al punto in cui posso accettare il fatto che non sarò mai esile e che il mio corpo sarà sempre imperfetto. Ho davvero dovuto lavorare sodo per cambiare l'atteggiamento negativo che avevo in uno positivo. Finalmente sono riuscita a guardarmi allo specchio. Non mi ero mai specchiata nel corso degli ultimi anni, avevo paura di quello che avrei visto. Tuttora non so cosa pensare quando mi guardo, parti di me le vedo ossee, mentre in altre sembro grassa. Quello che vedo quando mi guardo varia di giorno in giorno, anche ora per ora. Cerco di non pensarci. Non mi piace pensare a me stessa come vana. Non voglio essere il tipo di persona ossessionata dal suo aspetto. Ho insegnato a me stessa come godere di cibi sani. Posso uscire con la gente e mangiare una piccola parte di quello che voglio senza che mi senta giudicata da nessuno. Per una volta nella mia vita mi sento normale. Auguro a tutti di sentirsi in questo modo”.

 

Purtroppo, mentre era ancora in trattamento il suo matrimonio finì.

 

 

Laura

Laura Wilson ha una storia simile a quella di Charlotte. Le sue foto di nozze dovrebbero far riaffiorare i suoi ricordi felici. Invece sono la prova di quanto stesse male.

 

Aveva 24 anni nel 2006 quando sposò l’amico d’infanzia Phillip. Il suo peso era già sceso da 50 a 44 chili, e pianificare il matrimonio la spinse in una spirale verso il basso.

 

“L’anoressia non riguardava soltanto il mio corpo, anche la mia mente era corrotta, non riuscivo a chiedere aiuto”, ricorda. “I miei problemi iniziarono all’università. Non potevo sopportare di mangiare di fronte ad altre persone, non facevo altro che rimuginare che potessero pensare che stessi rimpinzandomi.

 

Smisi di consumare i pasti anche con la mia famiglia, aspettavo fino a quando non avevo la cucina libera per sgattaiolarci e mangiare manciate di cereali secchi o una mela per fermare la fame”.

 

La palestra che era il suo hobby divenne la sua ossessione per punirsi: “Ero troppo spaventata per smettere di andare in palestra”.

 

Durante il viaggio di nozze le cose peggiorarono: “Bevevo litri di cola, ma le uniche cose che ricordo di aver mangiato sono due fette di ananas. Ero così magra che anche i bikini a misura di bambino che avevo comprato erano troppo grandi. Ogni giorno avevo vomito e diarrea”.

Quando gli sposi tornarono due settimane più tardi, Laura pesava appena 35 chili. Sua madre pianse appena la vide. Eppure lei la ignorò.

 

Sviluppò rituali bizzarri, come mangiare solo alle 22.30 in punto e posizionare il cibo solo in alcuni punti del piatto: “Presi a pesare le mie porzioni e una notte pesai un piccolo pezzo di pesce circa venti volte! Ormai Phillip aveva imparato che sfidandomi a mangiare avrebbe solo peggiorato le cose”, ammette oggi.

A novembre del 2007 Laura sopravviveva con bevande gassate, cinque fagiolini e un quadrato di cioccolato al giorno. Il suo abito da sposa senza spalline era stato modificato innumerevoli volte: “Ormai ero consapevole di quanto magra fossi diventata”.

 

Sempre più debole di giorno in giorno, i capelli le cadevano a ciocche e la sua pelle si tirò in modo così stretto tra le sue ossa che il suo viso cominciò a incrinarsi e sanguinare, e sviluppò piaghe da decubito.

 

Settimane più tardi, Philip si rese conto che stava per perdere definitivamente il controllo della situazione: Capii che dovevo fare qualcosa o sarebbe morta”.

Riuscì a convincerla a farsi visitare da uno psichiatra e quando le fu detto che doveva essere ricoverata in ospedale divenne terrorizzata: “Urlavo e piangevo, pregandoli di non farmi ricoverare. Avevo sentito tante storie orribili su quei luoghi. Ma alla fine ho capito che non avevo scelta”. 

 

Laura venne ricoverata in un ospedale psichiatrico e le fu vietato di tornare a casa fino a quando non fosse pesata almeno 38 chili. “Mi sono buttata nel trattamento”, ricorda. “La mia famiglia veniva a trovarmi ogni giorno. Più decodificavo il mio cervello, più mi rendevo conto del dolore che causavo loro, soprattutto a mamma”.

 

Poco più di un mese dopo, Laura centrò il suo obiettivo raggiungendo i 44 chili. Ma l’anoressia aveva ormai preso il suo pedaggio. Oggi ammette: “Ho l'osteoporosi e non ho più il ciclo dal 2004”.

 

Tuttavia, oggi è pronta ad aiutare altre anoressiche: “Ci sono poche strutture designate e troppo pochi specialisti validi. Ecco perché voglio mostrare le mie foto agli altri. Le mamme amano mostrare le foto di nozze delle loro figlie, ma se un giorno avrò la fortuna di avere un figlio sarò così dispiaciuta di mostrargli le mie. Così le uso per aiutare le persone”.

 

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

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