La disinformazione delle Iene

 





Ennesima bufala al servizio de “Le iene” sulla cura dei tumori con un’alimentazione vegetariana. Paziente che riferisce di essere guarito da un cancro al cervello passando ad un’alimentazione di stampo vegano, e mostra a corredo referti in cui effettivamente la massa tumorale scompare a distanza di qualche mese. Afferma di aver effettuato una radioterapia ma di aver rifiutato la chemio accondiscendendo al volere del figlio, accanito vegano e emaciato lettore di libri “naturopatisti”, trangugiando centrifugati di verdure e acqua alcalinizzata.

Il concetto alla base di queste teorie è la famigerata alcalinizzazione del sangue: il tumore vivrebbe in ambiente acido, alcalinizziamo il sangue e abbiamo sconfitto il tumore. Così puerile da fare quasi tenerezza.

Premessa. Il nostro sangue ha un pH leggermente alcalino (circa 7,4). Se si discosta anche di poco da questo valore, tanto in difetto quanto in eccesso, l’organismo mette in moto appositi meccanismi (reni e polmoni) per ripristinare al più presto la situazione di partenza, pena grossi rischi per la salute. 

Se anche mangiassimo il cibo più alcalino esistente, questo una volta arrivato nello stomaco verrebbe in contatto con i succhi gastrici (acidi), che ne neutralizzerebbero immediatamente l’alcalinità. E se anche per ipotesi l’alimento riuscisse a superare lo stomaco indenne nella sua alcalinità arrivando all’intestino e infine al sangue, il corpo metterebbe in atto i succitati sistemi per ripristinare il pH corretto. Quindi l’alcalinità è una balla. 

A sostegno della tesi interviene nel servizio una tale nutrizionista del S. Raffaele di Milano, la quale avalla la teoria aggiungendo la chicca: l’importanza dei cibi crudi (il crudismo, altro cavallo di battaglia di tanti esaltati degli ultimi tempi).

La verità è che sono tanti i fattori che possono aver contribuito alla scomparsa del tumore. Il solo fatto di essere dimagrito (e parecchio) con il cambio di alimentazione può aver contribuito. Il solo fatto di aver ridotto i grassi della carne, che prima mangiava in abbondanza, può aver influito. E non ultimo, le precedenti radioterapie possono aver inciso. 

Infatti, quando già l’inviato delle Iene si è recato col paziente al controllo, la situazione è stata riportata sui binari corretti dall’oncologo: “Diciamo che è un caso particolare ma non è certo l’unico. […] Io ho un’altra paziente donna che NON ha cambiato l’alimentazione, che è stata operata qualche anno fa tipo lui e non ha nessuna metastasi.


Lui sul tumore primitivo ha fatto una radioterapia e quindi è normale, aveva una vasta componente emorragica, si è riassorbita quella e quindi giustamente non si vede più il tumore. Ma non è l’unico, ripeto. Se non avesse fatto niente l’avrebbe ancora, la sua lesione”. 

E infatti il S. Raffaele ha preso subito le distanze dalla nutrizionista: “La dottoressa è consulente dell’Ospedale dove svolge attività ambulatoriale in ambito nutrizionistico. Nell’intervista ha espresso opinioni personali. Il caso clinico oggetto del servizio si riferisce ad una persona che non è stata seguita presso il San Raffaele, ma in altre strutture sanitarie.”

La situazione è pericolosa perché sono teorie circolanti in internet al grido di “SVEGLIAAAAAA, VOGLIONO NASCONDERCI LA VERITÀ!!!!1!!11!”. Una forma di populismo che crea facilmente proseliti. 

Io stesso ho tenuto convegni in cui ho sottolineato l’importanza dell’aspetto nutraceutico di alcuni alimenti, ma unicamente in chiave preventiva o a supporto delle terapie mediche ufficiali. Non certo come unica strada terapeutica. So di persone morte perché hanno rifiutato di sottoporsi alle cure tradizionali per stare dietro a queste balle “naturiste”. 

Lo ripeto ancora, in questo modo si alimentano in pazienti ammalati speranze basate sul nulla. E se ve lo dico io, che mi occupo di diete…


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