Aida I.


 

Se 16 kg in un anno vi sembrano pochi, perché più ne vedete segnare in meno dalla bilancia e più siete felici, è perché avete ancora quella concezione “palloncino” di voi stessi che vi porta a pensare di dovervi “sgonfiare”. Che poi è quella mentalità che vi porta a quei dimagrimenti modalità “spaventapasseri”, con i vestiti appesi addosso, ossa in evidenza, pelle appesa, rughe, smagliature, occhiaie, astenia ecc. Quell’attitudine che in poche parole vi porta ad abbandonare le diete.

 

Aida ne ha buttati giù 16, ma ne ha messi su 3 di muscolo. Una riserva preziosissima anche ai fini del dimagrimento stesso. E questo la bilancia non ve lo dice.

 


Ne approfitto per ribadire il concetto, perché mi rendo conto che per molti sono nozioni scontate ma per altri no. In diverse mi scrivono preoccupate dal fatto che la bilancia non cali come ci si aspetterebbe. Se fate sport, stimolate la massa muscolare ed è ovvio che questa vada ad aumentare il peso e a “inficiare” il risultato sulla bilancia. Da un lato perdete peso con la dieta, dall’altro mettete peso muscolare. E VA BENISSIMO, perché quella massa magra acquisita è lo starter che vi mantiene acceso il motore h24. Quello che vi consente di tenere il metabolismo attivo sempre, anche quando dormite e anche nei giorni in cui non vi allenate, e quello che vi consente di poter mangiare di più e di non dover sottostare alle solite diete da criceti.

 

Ciò che devono calare sono le pliche e le circonferenze (neanche tutte, solo quella addominale, e questa neanche indefinitamente: non si può arrivare a circonferenza zero).

 

A un certo punto non ha più senso aspettarsi il calo di peso sulla bilancia. Quello che bisogna ricercare è il mantenimento del risultato e il miglioramento qualitativo. 

 

 

 

 

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